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Brevetto Unitario - Nota del Presidente Paolo Markovina Stampa E-mail

 

Il compito di chiudere definitivamente le questioni "brevetto unitario" e "Corte unitaria" è ora nelle mani della presidenza di turno danese dell'UE. I regolamenti sul brevetto unitario e sul suo sistema linguistico sembrano infatti destinati ad essere approvati in forma finale in tempi relativamente rapidi. Per quanto riguarda invece il sistema giurisdizionale, l'ultima importante decisione da prendere è la sede della Corte centrale. In lizza ci sono Francia, Germania e Inghilterra. L'Italia, che ha recentemente aderito al sistema giurisdizionale, è invece ancora esclusa per propria scelta dalla cooperazione rafforzata in tema di brevetto unitario.

 

Diversi gruppi ed entità in ambito professionale, industriale e politico (fra cui diversi Europarlamentari) hanno nelle ultime settimane incoraggiato il governo a candidare Milano come sede della Corte centrale. Il ministro Moavero ha recepito tali richieste e pochi giorni fa ha inviato al governo danese una richiesta di riapertura dei termini per la presentazione delle candidature, scaduti all'inizio di dicembre. Tuttavia, sembra abbastanza chiaro che, anche nell'ipotesi di una riapertura dei termini, la candidatura dell'Italia avrebbe poche chances di essere considerata se l'Italia nel frattempo non aderisse alla cooperazione rafforzata.

 

Lo scorso 10 gennaio AICIPI, Indicam, Assobiotec, AIPPI, Netval, Sindacato dei Consulenti hanno inviato in forma congiunta un ulteriore appello al Governo, indirizzato al Presidente Monti, e sottoscritto anche dalla dott.sa Gabriella Muscolo, Giudice della Sezione Specializzata per la Proprieta Intellettuale del Tribunale di Roma, e dalla dott.sa Marina Tavassi, Presidente della Sezione Specializzata per la Proprieta Intellettuale del Tribunale di Milano, affinché l'Italia ritiri con urgenza il ricorso contro la cooperazione rafforzata, aderisca alla stessa e presenti la candidatura dell'Italia quale Paese ospitante la sede centrale della Corte unitaria, qualora i termini venissero riaperti.