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Brevetto EU: nessuna intesa ma si spera ancora... Stampa E-mail

 

Ennesima fumata nera del Consiglio Competitività della UE in tema di brevetto Comunitario.

 

I ministri europei, riuniti lo scorso 10 novembre per trovare un accordo sul possibile regime linguistico, non sono riusciti a trovare una soluzione di compromesso in grado di soddisfare tutti. Il tentativo di compromesso è stato verso una soluzione “english-oriented”, secondo la quale, almeno per un periodo transitorio (in attesa di avere un sistema automatico di traduzioni “affidabile”), i brevetti concessi in tedesco o francese dovrebbero essere tradotti anche in inglese.

 

Le divergenze sono nate sia sulla durata di tale periodo transitorio (troppo breve, secondo l’Italia e altri, la proposta di 6 anni), sia sul valore di tale traduzione (l’Italia e altri vorrebbero una traduzione con valore legale). All’Italia è stata comunque riconosciuta una certa flessibilità nel volere trovare una soluzione.

 

Nel frattempo, un gruppo di Paesi guidati dalla Gran Bretagna sta minacciando di procedere con una “cooperazione rafforzata”, procedura che - se ratificata da almeno nove Paesi - permetterebbe di adottare un provvedimento in mancanza dell’unanimità nei Paesi di ratifica.

 

La discussione sarà ripresa il prossimo 10 dicembre, nell’ultima riunione del Consiglio Competitività della presidenza belga. Il ministro Ronchi, appena dimissionario, ha assicurato che la posizione italiana sarà portata avanti a prescindere dall’evoluzione politica di questi giorni.